il tesoro di don giustino


si scorgeva una grande collina tondeggiante su cui la natura aveva posto il suo pennello, dipingendola in tutto simile a un sodo seno da forosetta. l’uomo, per non esser da meno, aveva costruito in cima un bel campanile basso e largo tale da costituirne il giusto e proporzionato capezzolo.
nella provincialissima cloaca di pulsioni, sentimenti e macabri silenzi di braccone sguazza suo malgrado don basilio, che poco si preoccupa d’insozzar la tonaca, ma molto teme gli sgambetti della vita.

sangiustino

.jan.