norwegian wood


il futuro arrivò, annunciato da voci e suoni nuovi per le mie orecchie, mettendo fine alla mia giovinezza.
così mi ritrovo ad affondare i piedi in una nuova palude.
la primavera è arrivata, portando con sé il dolore sordo che mi ha procurato lei stessa.
ho come la sensazione di camminare su un fondale marino di un’antartide surreale. intorno a me solo fossili. l’apnea si fa sofferta.

alla fine compresi che ero solo un macilento custode di un museo freddo e dimenticato, perso in una dimensione inaccessibile al tutto. l’ineffabile immagine di un altrove molto vicino al vuoto. l’ecatombe dei sensi.

non voglio che il fiume dei ricordi riempia anche quel piccolo e umido greto che mi sorregge.

(chiedo appello al creato)

norwegian

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